Giocattoli contraffatti e mascherine irregolari: denunciate 15 persone

Scritto il 04/06/2022
da Redazione

Poco più di 13 mila articoli accuratamente contraffatti, in prevalenza giocattoli con marchi famosi di altrettanto note serie televisive di successo, tra le quali “Squid Game”; ma anche accessori di ultima creazione di personaggi Disney e Marvel. Inoltre, 1600 prodotti di vario genere, tra cui materiale elettrico ed informatico ma senza le certificazioni minime di sicurezza e le indicazioni per il consumatore. Un totale, dunque, di oltre 14mila prodotti che sono stati però sequestrati dai Finanzieri della Compagnia Pronto Impiego di Lamezia Terme che negli ultimi mesi hanno letteralmente passato al setaccio oltre 70 attività commerciali per verificare la detenzione e vendita regolare di prodotti dai marchi registrati, oltre che il rispetto della normativa in materia di Codice del Consumo. Considerata l’emergenza epidemiologica ancora in corso, le ispezioni hanno riguardato anche la commercializzazione dei dispositivi di protezione individuale.

Nel dettaglio, i giocattoli scoperti, oltre a presentare marchi falsi, non riportavano le informazioni sulle caratteristiche, dimensioni e componentistica delle parti presenti, né tantomeno le indicazioni relative alla fascia di età degli utilizzati. Per i militari, dunque, una volta acquistati, avrebbero potuto provocare danni alla salute dei bambini. Quanto agli accessori elettrici ed informatici, invece, non erano nemmeno corredati delle specifiche avvertenze per l’utilizzo e recavano il marchio “CE” anch’esso falso, così ingannando il consumatore sull’affidabilità e sicurezza degli stessi.

Infine, grazie alla collaborazione dell’Institute on Membrane Technology, del Consiglio Nazionale delle Ricerche-ITM di Cosenza, che esegue specifici test di filtrazione, sono state sequestrate 3.665 mascherine FFP2 per bambini perché non conformi ai parametri fissati dalle normative europee che disciplinano il settore. La vendita al dettaglio degli articoli cautelati avrebbe fruttato proventi per oltre 70 mila euro.

Alla fine, e nel complesso, quindici persone sono state denunciate a piede libero per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; due soggetti sono stati invece segnalati alla Camera di Commercio per l’adozione dei provvedimenti di competenza in capo ai distributori, che rischiano ora una sanzione amministrativa fino a 25 mila euro.

“È utile sottolineare – spiegano le fiamme gialle lametine – che i fenomeni della contraffazione e dell’abusivismo commerciale appaiono come moltiplicatori di illegalità in quanto, parallelamente, alimentano i circuiti del lavoro nero, dell’evasione fiscale e contributiva, del riciclaggio e di altri gravi illeciti. Per questo, chi compra merce contraffatta, oltre a commettere un illecito, mette a rischio la propria salute, poiché tali prodotti non rispettano gli standard di sicurezza richiesti dalle normative”.

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