AGI - È il giorno del primo contatto tra gli inquirenti svizzeri e quelli italiani impegnati nelle indagini sull'incendio al 'Le Constellation' dove nella notte di Capodanno sono morte 41 persone. In concreto, la Procura di Roma dovrebbe poter accedere alle prove e al materiale investigativo raccolto da quella vallese e si discuterà della creazione di una squadra investigativa comune.
Nell'Ufficio Federale di Giustizia di Berna, è iniziato alle 10 il vertice al quale sono presenti dalla parte elvetica la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud e la pm Victoria Roth mentre per l'Italia partecipano il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, l'aggiunto Giovanni Conso, il pm Stefano Opilio, il primo dirigente della Polizia, Salvatore Gava e il tenente colonnello dei carabinieri Stefano Carella.
La Procura italiana, in attesa della trasmissione degli atti che avverrà dopo questo incontro, indaga ancora a carico di ignoti per i reati di omicidio, lesioni, incendio e disastro colposo mentre quella vallesana ha individuato delle possibili responsabilità a carico di Jacques Moretti e Jessica Moretti, gestori del bar, di Ken Jacquemoud, ex responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana, e del suo successore Cristophe Balet. Siamo quindi al primo passo concreto dopo il sì di Berna alla richiesta di assistenza giudiziaria inviata da Roma.
La formazione del pool comune italo-svizzero
Con la loro presenza i rappresentanti dell'Ufficio Federale della Giustizia svolgeranno un ruolo di 'cerniera' tra le parti. Importante dal punto di vista italiano la formazione di un pool comune che sarà guidato da un magistrato di ciascuna nazione al quale spetterà il coordinamento degli investigatori ed esperti nella sicurezza. Gli atti svolti saranno utilizzabili nei procedimenti italiani e svizzeri. La costituzione di una squadra italo-elvetica è legata anche al rientro in Italia dell'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado dopo le tensioni politiche tra i due Paesi nelle settimane scorse.