In Puglia sbarcano le tecnologie sullo Spazio che trainano l'Europa

Scritto il 22/04/2026
da agi

AGI -  La Puglia traina l'Europa sulle tecnologie dello Spazio. "La nostra storia dice che con obiettivi definiti, buona programmazione, determinazione e resilienza, in una logica di medio-lungo periodo, quindi non dopo un giorno, i risultati arrivano anche nel Mezzogiorno, in questa parte d'Italia. Il sistema aerospaziale in Puglia garantisce di poter scegliere questa terra a coloro che desiderano lavorare nel settore, vivendo esperienze professionali inserite in un contesto globale", spiega all'AGI Giuseppe Acierno, presidente del Distretto tecnologico aerospaziale (Dat).

Lo Spazio e la Puglia 

Per comprendere da dove nasce tutto ciò occorre fare un passo indietro. "Già a cavallo tra le due guerre mondiali, l'industria dell'aeronautica era radicata in regione. Nei primi anni Duemila, la presenza manifatturiera era sostanzialmente concentrata in alcuni stabilimenti, quelli di Alenia a Foggia, di Agusta e Fiat Avio a Brindisi; Aeronaval del gruppo Leonardo si occupava, invece, di manutenzione aeronautica".

L'intervista a Giuseppe Acierno, presidente del Dat 

"All'epoca – spiega Acierno – mancava quello che oggi chiamiamo ecosistema, ossia un insieme di soggetti che collaborano. Nel 2009, quando è stata creata la nostra società consortile no profit, l'intuizione alla sua base è stata la volontà di sviluppare tale settore a 360 gradi. L'obiettivo era individuare nuove traiettorie tecnologiche e al contempo di consolidare quelle esistenti, e per raggiungerlo è appunto nata la società, il cui braccio operativo è il Dat".

I numeri dello Spazio in Puglia 

L'unicità sul panorama nazionale di questa realtà la si intuisce anche analizzando alcuni dati. "Insieme a partner e soci, abbiamo creato un robusto programma di ricerca e sviluppo in Puglia che prima non esisteva, investendo dalla nostra fondazione 220 milioni di euro in contratti di questo tipo. Persone, ricercatori, professori universitari valorizzati e messi sul mercato dalle imprese. Abbiamo ideato un master per 170 giovani ingegneri, quasi tutti pugliesi, con un placement al 100% (tutti assunti in seguito, ndr.).

"Senza dimenticare – aggiunge – i 700 giovanissimi degli Istituti tecnici che stiamo orientando, portandoli negli stabilimenti delle grandi industrie. In questo momento abbiamo 48 dipendenti, ma ne abbiamo assunti tanti: molto spesso fanno due, tre, quattro anni e migrano verso i soci. Allargando la prospettiva, oggi in Puglia il settore conta oltre 8500 addetti, quasi due miliardi di euro di fatturato e circa 100 imprese".

La crescita delle Pmi 

Quanto il sistema sia collegato lo dimostra la crescita delle Pmi. Una spinta decisiva in tal senso è data dall'Esa Bic. "Primo e unico incubatore dell'Agenzia spaziale europea nel Mezzogiorno, realizzato e gestito dal Dat. L'incubatore – prosegue Acierno – dà soldi a fondo perduto, servizi tecnologici di coaching economico, finanziario, patenti, brevetti, networking e accompagna le start-up negli incontri con gli investitori. Porta le imprese nella dimensione europea con un'azione di collegamento. Prima di incubarle insieme all'Agenzia spaziale europea e all'Agenzia spaziale italiana, valutiamo congiuntamente le candidature, con una selezione molto dura".

Tra queste realtà, il presidente del Dat cita "Archimede", specializzata in soluzioni IoT per una connettività affidabile, una facile integrazione e una riduzione dei costi; e "Qsensato" che si occupa di celle a vapore realizzate con scrittura laser.

L'infrastruttura di Grottaglie e le prospettive future

All'interno del Dat c'è il sito di Grottaglie che riveste un ruolo di estrema importanza. "Anch'esso – osserva ancora Acierno – è un unicum infrastrutturale di ricerca nazionale dedicata ad accompagnare lo sviluppo di aeromobili e servizi legati alle nuove forme di mobilità aerea innovativa: in poche parole i droni. L'abbiamo realizzata in collaborazione con le Università socie (Uniba, Poliba e Unisalento, ndr.), investendo sia come soci, sia beneficiando di un finanziamento della Regione Puglia, sempre in prima linea con le sue politiche e strumenti a supporto del settore".

"Proprio in queste settimane stiamo definendo gli ultimi aspetti per accogliere a Grottaglie un'azienda aeronautica internazionale impegnata nello sviluppo di un nuovo aeromobile. Inoltre siamo prossimi a concorrere alla nascita di un altro incubatore voluto dalla Space force americana a supporto dello sviluppo di Pmi e start up che abbiano tecnologie e know how distintivi. La struttura di Grottaglie – conclude – è entrata nella rete dei test bed gestiti dal European Defense Agency: la Commissione europea vuole recuperare il tempo perso su queste tecnologie, provando a fare una rete dei test bed europei a supporto dello sviluppo delle soluzioni civili e militari".