Respinto il ricorso di Ranucci, no al reintegro alla conduzione di Report

Scritto il 09/10/2026
da agi

AGI - Il tribunale del Lavoro di Roma ha rigettato l'istanza presentata dal giornalista Sigfrido Ranucci per il reintegro alla conduzione della trasmissione Report.

Il giornalista aveva richiesto l'intervento cautelare per ottenere il reintegro immediato alla conduzione di Report, la trasmissione d'inchiesta di Rai 3 in partenza con la nuova stagione l'8 novembre.

La decisione del giudice sul ricorso cautelare lascia immutato l'assetto stabilito dalla Rai con la conduzione di Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi.

Lo scorso lunedì 5 ottobre la Rai aveva reso noto un provvedimento disciplinare di sospensione di 10 giorni per lo stesso conduttore Sigfrido Ranucci, contestando il contenuto di alcune mail aziendali inoltrate a Valter Lavitola, una 50ina di ingressi in Rai di Laura Cianfoni e la denigrazione di alcuni colleghi.

Tribunale del lavoro, malessere in Report a causa conduttore

La motivazione dell'ordinanza, secondo quanto si apprende, si fonda sull'esistenza di un malessere della redazione di Report derivato dal clamore mediatico della vicenda e dall'accertato clima conflittuale instauratosi tra la redazione e Sigfrido Ranucci. E tutto ciò - spiegano le stesse fonti - ha reso opportuna la riorganizzazione della redazione e l'avvicendamento del conduttore. 

"La decisione datoriale di procedere a una riorganizzazione della redazione, con avvicendamento autorale e di conduzione - si legge nell'ordinanza dei giudici del lavoro - appare, a un esame sommario, sganciata dalla parallela vicenda disciplinare e adottata quale mezzo di risoluzione della situazione di tensione interna creatasi tra i membri della redazione e, come tale, strumento di tutela del sereno operare di questa nel rispetto della normativa di legge". 

"Al di la' dell'accertamento in merito alla sussistenza o meno del rispetto delle procedure e delle gerarchie, della formulazione da parte dell'assemblea di un 'piano editoriale' vero e proprio o di una 'semplice proposta' - si legge ancora nell'ordinanza firmata dalla giudice Donatella Casari - non si puo' non evidenziare come i toni sprezzanti quanto categorici, le velate accuse di tradimento ad opera di alcuni e di volontà carrieristiche di altri, siano tutti fattori idonei a far emergere non una mera momentanea frizione", ma una "profonda frattura venutasi a creare tra la quasi totalità dei membri della redazione in assemblea (47 su 49) e il dottor Ranucci, preoccupati i primi di salvare la trasmissione tramite un progetto che prevedeva una profonda riorganizzazione in senso orizzontale e il secondo di mantenere il proprio ruolo di unico autore all'interno di questa. Premesso quanto sopra - scrive la giudice - appare innegabile come lo scontro consumatosi tra base e vertice della redazione di Report fosse idoneo a incidere negativamente sull'attività del gruppo di lavoro minandone la necessaria serenità". 

Ranucci: "Accetto serenamente questa sentenza"

 "Rispetto la sentenza del giudice. Mi sono sempre battuto per l'indipendenza della magistratura. Battersi per un valore del genere non significa togliersi la maglietta quando non ti fa comodo e rimetterla". Lo dice Sigfrido Ranucci, in un video rilanciato sul suo profilo Instagram. "Io accetto serenamente questa sentenza. Certo - aggiunge - tutte le battaglie che ho fatto nella mia vita, che mi hanno portato a 247 querele, a una bomba, al fatto di essere sospeso, decurtato lo stipendio e tutto il resto, trovano compenso solo nell'affetto della gente: significa che per loro ho fatto bene, e questo mi basta".