AGI - Ancora nessuna traccia delle sorelle di Minturno (Latina) Alisya e Sarah, 12 e 16 anni, scomparse dalla casa famiglia 'Ofh Hope' di Civitella Alfedena, in provincia dell'Aquila. Il dispositivo di ricerca non si è mai fermato. Anzi, nelle ultime ore si è ulteriormente esteso, trasformando l'intera area del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise in un grande perimetro operativo.
Sorelle scomparse, il perimetro operativo delle ricerche
In campo vigili del fuoco, protezione civile e volontari, impegnati in una battuta continua tra boschi, sentieri impervi e zone difficilmente accessibili. L'attività si concentra attorno alla struttura ma si estende oltre i confini di Civitella Alfedena. Le squadre stanno battendo Villetta Barrea, Barrea, Opi e Villalago, fino alla zona di Passo Godi, nel territorio di Scanno.
Scandagliato il lago di Barrea
Ogni zona viene ripercorsa più volte, con turnazioni continue e verifiche incrociate. Tra i punti considerati più sensibili c'è il lago di Barrea, raggiungibile anche tramite sentieri secondari dalla casa famiglia. Qui il nucleo subacqueo dei vigili del fuoco di Teramo ha effettuato diverse ricognizioni. Le attenzioni si concentrano in particolare nelle aree in prossimità dei due ponti, zone difficili da monitorare anche con l'aiuto dei droni.
Al setaccio grotte ed edifici abbandonati
Proseguono i controlli su ruderi, edifici abbandonati, abitazioni chiuse e grotte naturali. Alle operazioni partecipa anche "Italo", cane molecolare della Protezione civile di Tagliacozzo (L’Aquila), che ha sempre fiutato un percorso verso la montagna.
Nelle prossime ore è attesa una nuova fase operativa con l'arrivo di ulteriori unità cinofile e un rafforzamento del coordinamento interforze, con carabinieri e squadre specializzate impegnate su più fronti.
L'indagine della Procura per sottrazione di minori
La Procura di Sulmona ha aperto un'indagine per sottrazione di minori contro ignoti e, ieri, un ulteriore fascicolo per abbandono di minori nei confronti dei responsabili della struttura. Anche il Tribunale per i minorenni dell'Aquila segue il caso.
I carabinieri di Castel di Sangro hanno effettuato nuovi sopralluoghi nella comunità. La stanza delle due sorelle è stata posta sotto sequestro. Gli inquirenti stanno analizzando i telefoni utilizzati dagli ospiti della struttura, compresi quelli a disposizione di Alisya e Sarah.
Dalle chat emergerebbero elementi ritenuti di interesse investigativo, ora al vaglio degli investigatori per ricostruire contatti, movimenti e possibili interlocuzioni nelle ore precedenti alla scomparsa.
Al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza
Un altro filone riguarda le immagini delle telecamere di videosorveglianza comunali posizionate ai due ingressi del paese. Alcuni veicoli sarebbero transitati in prossimità della struttura in una fascia oraria ritenuta compatibile con il momento della scomparsa, tra le 2 e le 6. Elementi che vengono incrociati con altri riscontri tecnici.
Ascoltato il fidanzato di Alisya
I carabinieri hanno ascoltato più volte il fidanzato di Alisya, un 18enne di origine egiziana. I due si sono conosciuti all'interno della casa protetta. Dopo aver raggiunto la maggiore età, il giovane si è trasferito a vivere in un altro paese, dove lavora, ma la relazione sarebbe proseguita. Gli inquirenti stanno inoltre approfondendo alcuni presunti rapporti personali e familiari emersi dalle audizioni, compresi quelli con la madre delle due minori, di 39 anni, e con alcuni parenti.
I responsabili della comunità, quando hanno scoperto che le due ragazzine non erano nella loro stanza, avrebbero prima chiamato il giovane per chiedere dove fosse Alisya.
Tutti gli scenari rimangono aperti
Gli investigatori mantengono aperto ogni scenario. Dall'allontanamento volontario, al sequestro, al rapimento, senza escludere altre possibilità ancora al vaglio. Una segnalazione avrebbe individuato le ragazze alla stazione di Avezzano. Altre a Frosinone e a Napoli. Tutte senza riscontro.
I legali della madre delle due sorelle: "Fare piena chiarezza"
Ieri i legali Giuseppe Damici ed Enrico Mastantuono, che tutelano la madre delle ragazze, chiedono che “venga fatta piena chiarezza” su ogni profilo rilevante: sugli orari effettivi dell'allontanamento, sulle modalità con cui le minori sarebbero uscite dalla struttura, sui controlli interni, sui turni di presenza, sui tempi dell'allarme, sulle comunicazioni effettuate, sui rapporti con i servizi sociali, il tutore, la struttura e le autorità, su ogni eventuale carenza organizzativa, materiale o informativa che possa avere inciso sulla tempestività delle ricerche.