Ventenne ucciso per errore a Napoli, fermati due giovani

Scritto il 14/04/2026
da agi

AGI - A Napoli l'ultimo saluto a Fabio Ascione nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Ponticelli. I funerali del ventenne incensurato ucciso all’alba dello scorso 7 aprile da un proiettile esploso accidentalmente, dovevano essere in forma privata, per motivi di ordine pubblico, secondo una prima valutazione della Questura di Napoli, che ha poi autorizzato la celebrazione pubblica, vietando tuttavia lo svolgimento del corteo funebre.

La svolta nelle indagini è giunta con il fermo di due sospettati, entrambi ritenuti vicini al clan De Micco: Francesco Pio Autiero, 23 anni, già noto alle forze dell'ordine, e un diciassettenne. Autiero si è costituito presso le autorità accompagnato dal proprio legale, rendendo ammissioni che hanno portato all'individuazione del complice minorenne.

La dinamica: una "stesa" terminata in tragedia

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, supportata dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, la morte di Ascione sarebbe l'epilogo di una sequenza criminale iniziata poco prima del delitto. Autiero, in sella a uno scooter condotto dal diciassettenne, avrebbe preso parte a uno scontro a fuoco in via Carlo Miranda a Napoli contro esponenti del gruppo Veneruso-Rea di Volla, che viaggiavano a bordo di un'auto. Successivamente, i due si sono avvicinati a un bar del quartiere dove Ascione si trovava con alcuni amici per fare colazione, dopo aver terminato il turno di lavoro in una sala bingo. In quel frangente, Autiero avrebbe brandito la pistola e, forse nell'atto di mostrare l'arma, ha esploso inavvertitamente un colpo che ha centrato il ventenne al torace, uccidendolo. I reati contestati ai due fermati sono, a vario titolo, omicidio, porto e detenzione illegale di armi e pubblica intimidazione con uso di armi; tutte fattispecie aggravate dal metodo e dalle finalità mafiose. Il maggiorenne è stato trasferito nel carcere di Secondigliano, mentre il minore si trova nel centro di prima accoglienza dei Colli Aminei di Napoli.

L'addio della città

La comunità di Ponticelli e le associazioni locali si sono strette attorno alla famiglia di Fabio, rivendicando con forza l'estraneità del giovane a contesti malavitosi. Alla cerimonia funebre, officiata dall'arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia, è prevista la partecipazione del vicesindaco Laura Lieto e di una delegazione del comitato anticamorra. All'interno della chiesa, la bara bianca è stata accolta dal pianto della madre Rita e dalla presenza dei colleghi di lavoro del ragazzo, che hanno indossato la maglia azzurra della sala bingo in segno di omaggio. Sulla bara, accanto a una corona di fiori e rose bianche, è stata posta la foto del ventenne, simbolo di una vita spezzata da una violenza a cui era totalmente estraneo.