Quella che inizialmente appariva come una normale attività di perquisizione finalizzata alla ricerca di armi si è trasformata in una vera e propria operazione culminata nel rinvenimento di un complesso e unico nel suo genere, il primo scoperto sul territorio con un livello di articolazione e sofisticazione così elevato.
L'architettura del sotterraneo: tre stanze e una botola elettrica
Dietro pareti apparentemente anonime e sotto il pavimento dell'immobile controllato, i Carabinieri hanno individuato un articolato bunker sotterraneo realizzato con una cura quasi maniacale. Il bunker si sviluppa attraverso tre distinti ambienti sotterranei: una camera da letto, un servizio igienico e una vera e propria "camera di fuga", cuore pulsante dell'intero sistema.
È proprio qui che emerge il livello straordinario della struttura: una pesantissima botola in cemento armato, invisibile dall'esterno e realizzata con notevole precisione, veniva aperta tramite un sofisticato meccanismo elettrico occultato, capace di azionare il passaggio segreto verso l'esterno.
Un tunnel di 120 metri verso la campagna
Oltre la botola si snoda uno stretto tunnel sotterraneo lungo circa 120 metri, scavato nelle profondità del terreno e progettato per consentire una rapida via di fuga verso una vicina area rurale, lontana da occhi indiscreti.
La lunghezza del cunicolo, la compartimentazione degli spazi, i sistemi di accesso nascosti e l'intera architettura del bunker fanno ritenere agli investigatori di trovarsi davanti ad una delle strutture clandestine più sofisticate rinvenute nella Locride.
L'operazione, resa particolarmente complessa dalle caratteristiche dell'immobile e dalla conformazione del bunker, ha richiesto ore di lavoro e il contributo specializzato di più reparti dell'Arma e dei Vigili del Fuoco. Sono tuttora in corso approfondimenti investigativi per accertare chi abbia realizzato e utilizzato il bunker e per individuare il proprietario della struttura.