A rendere la situazione critica saranno le notti supertropicali: in molte zone della penisola il termometro non scenderà al di sotto dei 25 gradi neanche nelle ore notturne, rendendo il riposo quasi impossibile per l'alto tasso di umidità. A partire da metà settimana, una nuova bolla d'aria africana porterà le temperature fino a 8 gradi sopra la media stagionale.
Weekend con 19 città in "bollino rosso"
La mappa dell'emergenza resta quasi interamente rossa. Secondo l'ultimo bollettino sulle ondate di calore pubblicato dal Ministero della Salute:
Oggi: il livello di massima allerta (bollino rosso) riguarda 26 città su 27 monitorate, con la sola eccezione di Bolzano (in giallo).
Sabato e Domenica: saranno 19 le città da bollino rosso, mentre si rivedranno i bollini gialli in 8 centri del Nord (tra cui Milano, Torino, Venezia, Brescia e Verona). Domenica Bolzano passerà all'arancione.
Record storici e infrastrutture in tilt nell'Europa dell'Est
L'emergenza sta colpendo duro gran parte dell'Europa centro-orientale, dove si registrano picchi termici mai visti prima. In Slovacchia si sono toccati i 42 °C a Dolne Plachtince, mentre l'Austria ha fissato il suo primato storico a 41,2 °C.
L'impatto sulle infrastrutture energetiche e strategiche è già pesante:
Polonia: le autorità hanno dovuto fermare le centrali a carbone di Kozienice e Polaniec. Il livello del fiume Vistola è troppo basso per garantire l'acqua di raffreddamento, con una perdita di 1,3 GW nella rete elettrica. Il premier Donald Tusk ha invitato i datori di lavoro a garantire acqua e aria condizionata ai dipendenti.
Ungheria: il primo ministro Péter Magyar ha annunciato la ripartenza parziale della centrale nucleare di Paks (spenta per i picchi di calore), chiedendo comunque ai cittadini di ridurre voluntarily i consumi elettrici.
Germania: secondo il Robert Koch Institute, si stimano circa 11.900 morti legate al caldo durante questa stagione. Davanti alla Cancelleria sono scoppiate le proteste degli attivisti del clima.
Incendi devastanti: mezzo milione di ettari in fumo nell'UE
La combinazione di siccità prolungata, venti e temperature record ha trasformato la vegetazione in una polveriera. I dati del Sistema Europeo di Informazione sugli Incendi Boschivi (EFFIS) delineano un quadro senza precedenti:
Unione Europea: da inizio anno sono già andati in fumo circa 500.000 ettari di territorio, con i danni maggiori registrati in Spagna e Francia.
Ucraina: altri 292.000 ettari sono stati divorati dai roghi.
Condizioni estreme: in Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia l'indice di rischio e favorevolezza agli incendi ha raggiunto livelli doppi rispetto ai precedenti record storici per questo periodo dell'anno.