AGI - A meno di 24 ore dai cortei contro il carovita e dalle tensioni tra manifestanti e forze dell’ordine scattano 60 perquisizioni in 23 città. In azione Digos e polizia postale: sono stati perquisiti attivisti che "nelle chat e nelle piattaforme social avevano incitato a compiere violenze nelle recenti mobilitazioni". Lo rende noto la Polizia di Stato.
“Undici poliziotti e due carabinieri” sono stati feriti, dice il sindacato di Polizia Coisp comunicando il bilancio delle manifestazioni di venerdì in occasione dello sciopero generale proclamato dal sindacato Usb. Intanto a Bologna dove era stata 'occupata' la tangenziale (ma non ci sono stati scontri) sono stati identificate circa 300 persone. Lo fa sapere la Questura felsinea aggiungendo che è stato anche eseguito un fermo preventivo, "in applicazione della recente normativa in materia di prevenzione e sicurezza pubblica".
A Roma 369 identificati e 7 denunciati
Sono complessivamente 369 le persone identificate dalle forze dell'ordine dopo le tensioni verificatesi ieri pomeriggio tra manifestanti e polizia a margine dei due cortei autorizzati dalla questura di Roma, il primo promosso dall'Unione sindacale di base, che ha sfilato da piazza dei Cinquecento a via dei Fori Imperiali, e il secondo formato da studenti e sindacati autonomi, che si è mosso da via degli Annibaldi a Piramide. Dei 369 identificati, 7 sono stati denunciati: gli si contestano a vario titolo i reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, travisamento in luogo pubblico, porto di oggetti atti ad offendere, blocco stradale.
Tuttavia, le singole posizioni di tutti gli identificati sono ulteriormente al vaglio degli uffici competenti ai fini degli eventuali addebiti penali e amministrativi per le condotte contestate. Infatti, non si escludono ulteriori provvedimenti in relazione ai cortei non autorizzati che si sono svolti nella serata del 30 ottobre e "potrebbero essere applicate contestazioni amministrative in relazione all'interruzione della circolazione viaria e tranviaria in viale Aventino, quando un gruppo di persone si è seduto a terra cercando di impedire o rallentare le attività di identificazione". Per questo, la questura di Roma è al lavoro anche con Atac, l'azienda dei trasporti pubblici della Capitale, per contestualizzare la durata dell'interruzione della circolazione, nell'ottica di una eventuale contestazione del reato del blocco stradale e delle relative ammende.
I fogli di via dalla Capitale
Non solo. La divisione anticrimine ha già avviato la procedura per il rilascio di fogli di via dalla Capitale agli identificati provenienti dalle altre città.
Il materiale sequestrato durante le perquisizioni
Cinque repliche di pistola, un coltello rudimentale, un frangivetro ed altri oggetti contundenti, abiti e oggetti atti al travisamento, 11 telefoni cellulari di interesse investigativo. E' parte del materiale rinvenuto dalla Polizia di Stato nel corso delle perquisizioni a carico di circa 60 persone che nelle chat e sulle piattaforme social avevano incitato a compiere violenze nelle recenti manifestazioni di piazza.
Le operazioni, condotte da Digos e Polizia postale, hanno interessato 23 città: Ancona, Avellino, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Firenze, La Spezia, Messina, Monza, Napoli, Novara, Parma, Perugia, Ravenna, Reggio Emilia, Roma, Siracusa, Torino, Trieste e Verona.
L'attività di polizia giudiziaria era finalizzata ad individuare "soggetti che hanno partecipato ai disordini durante le manifestazioni del 17, 18 e 24 ottobre scorsi"; "soggetti che si sono evidenziati sui social esibendo oggetti contundenti"; "soggetti che avevano indetto nuove mobilitazioni per oggi, 31 ottobre, in numerose città italiane".
In particolare, sono state sequestrati:
- a Bergamo, una replica di pistola Beretta 92 FS a pallini, 1 pinza in acciaio di colore nero, un coltello rudimentale, 3 telefoni cellulari e gli abiti indossati nel corso dei disordini del 17 ottobre e maschere di plastica idonee al travisamento;
- a Cagliari, una pistola a salve senza tappo rosso;
- a Messina, 2 pistole a salve, un frangivetro, un fumogeno, un mefisto, un'asta e una mazza tipo baseball;
- a Parma, una pistola giocattolo con colpi a salve;
- a Torino, abiti sottratti nel corso dei saccheggi ai danni dei negozi e telefoni cellulari;
- a Bologna, due telefoni cellulari sui quali erano salvati dei filmati che ritraevano immagini degli scontri avvenuti lo scorso 24 ottobre a Bologna;
- a Brescia, abiti indossati nel corso dei disordini.
Le tensioni in via Claudia
Come si ricorderà, le tensioni tra i manifestanti e le forze dell'ordine sono cominciate intorno alle 15 del 30 pomeriggio, in via Claudia, quando un gruppo di un centinaio di persone che rappresentava la coda del corteo autorizzato che da via degli Annibaldi si era mosso verso il Circo Massimo, ha cominciato a lanciare bottiglie di vetro e pietre all'indirizzo degli agenti e divelto alcuni cartelli stradali. La polizia e la guardia di finanza, facendosi strada con i blindati tra i cassonetti posti come barricate lungo via Claudia, ha risposto con l'utilizzo di lacrimogeni, disperdendo il gruppo dei violenti e scortando il resto del corteo fino al percorso concordato all'altezza della Piramide Cestia.
La manifestazione da Porta San Paolo
Alle 17.30, invece, un gruppo improvvisato di manifestanti è partito da Porta San Paolo raggiungendo il ministero dell'Istruzione e causando disagi alla circolazione in viale Trastevere. Da qui, la 'manif sauvage' ha percorso i vicoli del quartiere sul Tevere, paralizzando il traffico e 'sbucando' più volte sul lungotevere, con l'intenzione di raggiungere i palazzi istituzionali del centro.
Gli scontri sul lungotevere
In questa fase, intorno alle 18.30 si sono verificati ulteriori tensioni con le forze dell'ordine, all'altezza di Ponte Sisto e sul lungotevere Testaccio, all'altezza di piazza dell'Emporio, dove la polizia ha risposto al lancio di oggetti con cariche di alleggerimento e con l'utilizzo di idranti. Verso sera, infine, l'ultimo concentramento dei manifestanti rimasti, circa 250, è stato sciolto dalle forze dell'ordine in piazza Albania, a poche centinaia di metri di distanza dal Circo Massimo.
Coisp: "Dopo i cortei undici feriti tra le forze dell'ordine"
“Undici poliziotti e due carabinieri feriti, di cui un poliziotto con una frattura scomposta alla mano che dovrà essere sottoposto a intervento chirurgico: è il bilancio finale delle manifestazioni di ieri. Ancora una volta il prezzo della violenza nelle piazze lo hanno pagato le divise”, dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp.
“Secondo i nostri dati – spiega Pianese – sono sei i poliziotti feriti a Mestre, quattro a Vicenza e uno a Torino, dove sono rimasti contusi anche due carabinieri. A Mestre, in particolare, un collega del Reparto Mobile di Padova ha riportato la frattura scomposta della mano con trenta giorni di prognosi e necessita di essere operato nei prossimi giorni. Da questo quadro emerge una modalità ormai ricorrente: le frange violente si separano dai cortei e si muovono in piccoli gruppi moltiplicando i punti di pressione per sfiancare i dispositivi di sicurezza".
"L’obiettivo dichiarato è cercare lo scontro e forzare i blocchi per raggiungere i palazzi delle istituzioni, come si è visto a Roma con il tentativo di marciare verso il Parlamento e a Torino contro la Prefettura. I dispositivi hanno tenuto solo grazie all’equilibrio e alla professionalità delle forze dell’ordine impiegate in tutta Italia, che hanno respinto i tentativi di sfondamento e tutelato i manifestanti pacifici. Il nostro auspicio, ora, è che tutti i responsabili di questi attacchi vengano individuati e puniti senza sconti”.