AGI - "Ho deciso di incontrare i giornalisti perché le persone devono sapere quanto stiamo lottando tutti quanti noi". Sofia Donadio, 16 anni, studentessa al liceo Virgilio, sopravvissuta al rogo nel 'Le Constellation', ha deciso di mostrarsi al mondo per esporre le ustioni alle braccia, fare ascoltare la sua voce danneggiata dai fumi dell'incendio, spiegare come la sua vita sia "totalmente cambiata". Il suo racconto pero' non è mai al singolare: con lei ci sono gli amici morti, le loro famiglie e i ragazzi che stanno con fatica e devozione alla vita migliorando di giorno in giorno. Oltre alla mamma e al papa', che le siedono accanto nello studio milanese dell'avvocato Fabrizio Ventimiglia, il suo pensiero è alla sorella e al fratello. "Mi dà conforto cercare di dare forza a loro, sono sempre stata una persona a cui piace aiutare gli altri, anche quando non me lo chiedono. Ho sempre avuto le idee chiare sul mio percorso di studi: giurisprudenza o medicina. Adesso, quello che è successo mi ha rafforzato ancora di più su questa strada". La voce è bassa ma determinata e la fragilità del corpo e dell'anima diventano un'energia che illumina i suoi pensieri e chi la ascolta. Un 'segreto' gliel'hanno insegnato al Niguarda dov'è stata trasferita dopo un primo ricovero in Svizzera.
"A quello che farà la giustizia ci penso poco, preferisco pensare a come andare avanti. Mi dispiace per le persone che lottano come me e per chi non c'è più, per le vite fantastiche buttate via in un solo minuto. Ho ricominciato a sorridere quando sono uscita dal coma. La prima cosa che mi hanno detto i medici è stata che avrei dovuto ricominciare a sorridere, che non avrei potuto deprimermi. Ho avuto e ho le mie paure, come la paura dell'intervento e delle punture di eparina due volte al giorno. In ospedale mi hanno aiutata tantissimo, facevano il loro lavoro con grande passione e io ho cercato di sorridere fin da subito. Anche con la voce cosi' sentivo di dover dare coraggio ai miei genitori e fratelli". Sofia non nasconde le difficoltà del rientro a casa. "Mi sono sentita sollevata perché avrei potuto dormire nel mio letto e rivedere i miei amici ma è stato difficile. Mi sono ricostruita piano piano la mia vita. All'inizio mi svegliavo e passavo dal divano al letto. Sentivo che avevo bisogno di muovermi. I professori e i compagni mi sono sempre rimasti accanto, una mia compagna, in particolare, veniva sempre a casa mia coi libri per studiare assieme e il preside e il vice mi sono venuti a trovare chiedendomi che orale avrei preferito fare. Gli studenti svizzeri bocciati? Mi chiedo come si possa averli bocciati con un trauma cosi' forte...".
Da quando è stata dimessa è stata operata una decina di volte per le ustioni alla testa, alla schiena, alle gambe e alle braccia. "Faccio il laser ogni 45 giorni, la logopedia per la voce, vado dalla psicologa. La mia vita è cambiata totalmente, anche per le cose più piccole che prima riuscivo a fare da sola ora ho sempre bisogno di una mano. Banalmente anche per la doccia, non riesco a farla da sola, non riesco a farla in piedi. Le cicatrici le vedo e poi le sento, è come se ci fosse qualcosa che mi tocca, un fastidio". Ma ci sono gli amici da incoraggiare a distoglierla dai cattivi pensieri. "Quando vado in ospedale a trovarli li esorto a non mollare, a farsi forza a vicenda. Devono sapere che possono ancora vivere e tornare a fare quello che facevano prima. Ci sono ostacoli ma si possono superare. Sento i genitori, i fratelli e le sorelle dei ragazzi che non ci sono più. Mi dà conforto sentirli e io lo do' a loro".
"L'uscita di emergenza era chiusa con una catena di acciaio"
"L'uscita di emergenza era chiusa con una catena di acciaio, come quelle per le bici, e un lucchetto. Davanti alla porta c'era uno sgabello. Quella porta non è mai stata toccata da nessuno". Sofia Donadio parla anche dei possibili epiloghi dell'indagine svizzera che coinvolge i Moretti e il sindaco Nicola Fe'raud: "Mi sembra folle l'ipotesi che non ci siano delle condanne. Sono arrabbiata, non cerco vendetta ma ho voglia di giustizia perche' questo fatto ha rovinato la vita di tante persone che non se lo meritavano. Non e' giusto che chi ha colpe la passi liscia".