AGI - "Una frode processuale del Ris? Non bastano le accuse e i dubbi, ci vuole la sentenza di un giudice che la attesti a meno che Alberto Marino non confessi, cosa che mi sembra impossibile. Ho lavorato con lui dall'altra parte della barricata e lo escludo". Dario Redaelli, consulente della famiglia Poggi, fa il punto in un'intervista all'AGI sugli ultimi sviluppi dell'indagine su Andrea Sempio soffermandosi anche sul tema più dibattuto delle ultime settimane, quello dei possibili errori od omissioni dei Ris, tra i quali Marino che partecipò agli accertamenti nel 2007.
La questione potrebbe essere legata alla revisione della sentenza di condanna a 16 anni per Alberto Stasi perché la legge prevede che il verdetto in giudicato possa essere scalfito non solo da una prova nuova ma anche in presenza di una frode processuale che però deve essere accertata in un'aula di tribunale fino all'ultimo grado di giudizio.
Emersa una sola prova nuova
Quanto alle prove nuove, secondo Redaelli ne è emersa una sola nell'inchiesta della Procura di Pavia: "È la presenza di DNA di Stasi sulla cannuccia dell'EstaThé e del DNA di Chiara Poggi sul piattino della colazione. Elementi che sono maturati nel contraddittorio delle parti, nel corso dell'incidente probatorio a differenza delle consulenze di parte. Il DNA di Sempio sulle unghie di Chiara? È un 'Y' che indica la linea paterna, misto, parziale e non consolidato".
La tesi sulla frode processuale
"Dal momento che le prove scarseggiano si punta alla frode processuale - afferma Redaelli -. Io penso che Sempio sia stato utilizzato come grimaldello per arrivare a una revisione da parte della difesa di Stasi che ha presentato ai carabinieri la relazione da cui è nato tutto. È chiaro che queste situazioni che si sono materializzate in questi giorni sui Ris fanno pensare ma i Ris prima di tutto sono carabinieri che hanno fatto un giuramento. Non sono incaricato di difendere una sentenza di condanna ma di prendere parte a un'indagine in modo da potere dare un contributo per addivenire alla verità giuridica". I legali dei Poggi hanno ritenuto di non presentare delle repliche alla Procura dopo la chiusura dell'inchiesta su Sempio. Redaelli ha però preparato degli elaborati che potrebbero essere sottoposti al giudice dell'udienza preliminare, in particolare sulla scena del crimine.
Le criticità sulla ricostruzione
"Ho tanta stima per Cattaneo e Berti, i consulenti della Procura, ma quelle prodotte nei loro elaborati non sono prove nuove. Sono invece interpretazioni nuove con tecniche più moderne, ma sempre reinterpretazioni di elementi già noti. La loro ricostruzione presenta delle criticità in particolare sulla tesi che Chiara sia stata spinta e non gettata dalle scale, come disse il consulente Frattini nel 2007.
Le interpretazioni delle tracce
Ho spiegato in un elaborato che sarà depositato, quando i legali lo riterranno opportuno, perché non è così. Berti fa riferimento a delle tracce per spiegare questo cambiamento nella ricostruzione del crimine ma le sue sono interpretazioni, non dati oggettivi. Frattini tra l'altro è l'unico di noi ad avere visto le tracce dal vivo e questo fa la differenza".

