Agguato nel Foggiano, 35enne ucciso con un colpo di fucile mentre era a bordo di uno scooter

Scritto il 04/07/2026
da agi

AGI - Un omicidio è avvenuto nella notte a Vieste, nel Foggiano, dove è stato ucciso Antonello Scirpoli, 35 anni, conosciuto in paese con il soprannome di "Musulin". L'inchiesta sull'agguato, avvenuto nella tarda serata di ieri nelle campagne del centro garganico, in località Defensola Intersiglio, è passata alla Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Bari.

La decisione di affidare il fascicolo alla magistratura antimafia rafforza l'ipotesi investigativa che il delitto possa essere maturato nell'ambito delle dinamiche e degli equilibri della criminalità organizzata garganica.

La dinamica dell'agguato nelle campagne

L'uomo era in sella ad uno scooter quando è stato raggiunto da diversi proiettili di fucile lungo una strada secondaria. Quando sono arrivati i soccorritori, per lui non c'era ormai più nulla da fare. Sul luogo del delitto sono intervenuti i Carabinieri, che hanno effettuato i rilievi tecnico-scientifici e avviato le prime indagini per identificare i responsabili. Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore di vita della vittima, muovendosi nel massimo riserbo per individuare gli autori del delitto e ricostruirne l'esatto movente.

I legami con il clan Raduano e i pentiti di mafia

Scirpoli era già noto alla magistratura per i suoi legami con i vertici della mafia locale. Il 27 giugno 2024 era stato condannato a cinque anni di reclusione, con l'interdizione dai pubblici uffici, per aver favorito la latitanza di Gianluigi Troiano, detto "U' Minorenn", ritenuto per anni il principale braccio destro del boss Marco Raduano, alias "Pallone".

Sia Troiano sia Raduano, arrestati nel 2024 rispettivamente in Spagna e in Corsica dopo una lunga fuga, hanno successivamente scelto di collaborare con la giustizia. Secondo la ricostruzione della DDA di Bari, Scirpoli avrebbe assicurato a Troiano un articolato supporto durante il periodo di latitanza, mettendogli a disposizione rifugi, mezzi di trasporto, schede telefoniche, denaro e altri beni necessari per sottrarsi alle ricerche delle forze dell'ordine. Un'attività che, secondo l'accusa, sarebbe stata finalizzata ad agevolare l'organizzazione mafiosa riconducibile al clan guidato da Raduano.