"Nessuna sorpresa", gli operai preoccupati nella fabbrica semi deserta

Scritto il 11/09/2026
da agi

AGI -  In una fabbrica semi deserta i lavoratori dell'ex Ilva di Taranto hanno accolto senza troppa sorpresa la notizia che la Corte d’Appello di Milano ha confermato il blocco dell’area a caldo del polo siderurgico, come già deciso lo scorso 27 luglio.

La fabbrica dell'ex Ilva è semi deserta 

Da parecchio tempo ormai, per effetto della cassa integrazione in corso, che coinvolge circa 3mila persone su poco meno di 8mila che sono l’organico dei dipendenti diretti, il siderurgico marcia a passo molto ridotto con un solo altoforno su tre in marcia.

Il venerdì, poi, si scontano assenze maggiori proprio perché in molti vanno in cassa a fine settimana. E comunque la notizia arrivata da Milano - l’area a caldo dovrà fermarsi - non ha destato sorpresa. La grande maggioranza dei lavoratori e dei delegati sindacali la dava per scontata e pochissimi ritenevano possibile un diverso provvedimento da parte dei giudici.

Nessuna protesta o sit in tra i lavoratori 

Non ci sono state proteste, né blocchi improvvisi, né sit in. Si continua a lavorare. “Se sino a ieri notavamo un clima surreale nell’area a caldo, con i lavoratori che ti dicevano oggi sono al lavoro, ma domani non so, potrei anche stare a casa, oggi, invece, abbiamo notato uno sguardo preoccupato anche in quelle figure dell’azienda che pensavano che non sarebbero state toccate, coinvolte - dice Vito Pastore, coordinatore di fabbrica Uilm -. E invece non é così e la loro preoccupazione lo dimostra. A questo giro, sono in ballo tutti”.

Il sindaco di Taranto: "Si tuteli il futuro della città"

“Rispettiamo la decisione dei giudici della Corte d’Appello di Milano, decisione che non ci sorprende”. Lo dice sull’ex Ilva il sindaco di Taranto, Piero Bitetti. “Abbiamo avuto modo di dire a Roma, al Governo, cose chiare - prosegue il sindaco -: il futuro della città va tutelato con misure che preservino economia e sviluppo, i lavoratori vanno tutelati con misure di compensazione affinché non si perda un solo posto. E l’accelerazione imposta da questo provvedimento ne rende ancora più urgente la loro attuazione”.

“Puntiamo a investimenti che favoriscano la ripresa - afferma il sindaco di Taranto - Perché senza interventi adeguati dovremo scontrarci con l’impoverimento del territorio, con un abbassamento della qualità della vita, con una comunità che rischia di ammalarsi. Il 16 settembre  - conclude Bitetti - sarà il punto di non ritorno per lo spegnimento degli impianti, il tavolo interministeriale che abbiamo chiesto a Palazzo Chigi dovrà insediarsi in tempi utili e dare risposte".