Uccide il compagno di scuola a La Spezia, "per uno scambio di foto"

Scritto il 17/01/2026
da agi

AGI - Uno scambio di foto d'infanzia tra la ragazza che piaceva all'aggressore e la vittima. Sarebbe stato questo a scatenare la lite e l'accoltellamento di Abanoud Youssef, 18 anni, morto ieri a La Spezia per le gravi ferite riportate.

È quanto emerso dell'interrogatorio fiume, durato da ieri pomeriggio a questa notte, di Zouhair Atif, 19 anni, che ieri, poco prima delle 12, ha impugnato l'arma e colpito il suo compagno di scuola in classe.

Il giovane avrebbe ammesso quindi le sue responsabilità e il movente sentimentale legato all'aggressione. Il 19enne è stato ora trasferito in carcere, mentre sul corpo di Abanoud Youssef sarà disposta l'autopsia. Da chiarire l'aspetto della premeditazione.

Isolamento e massima sorveglianza in carcere 

Atif è recluso nella prima sezione del carcere, camera 1, in isolamento giudiziario in attesa di direttissima. Per lui è stata disposta la massima sorveglianza, con controlli ogni 15 minuti. 

Attesa l'ispezione all'istituto 

Intanto, è attesa un'ispezione all'istituto Einaudi-Chiodo de La Spezia, dove uno studente di 18 anni, Youssef Abanoub Safwat Roushdi Zaki, è morto ieri, accoltellato da un altro studente della stessa scuola ma di una classe diversa. La decisione arriva dall'Ufficio scolastico regionale della Liguria. Lo si apprende da fonti qualificate. Non sono pero' al momento disponibili dettagli sui tempi e le modalità dell'ispezione.

L'accoltellamento è avvenuto in un'aula, davanti ad altri studenti. Dai primi accertamenti degli inquirenti, era emerso che il coltello era stato portato da casa dall'aggressore. 

Youssef, nato nel 2007 a Fayoum,in Egitto, è morto poco dopo le 20 all'ospedale Sant'Andrea, dove era arrivato in shock room con un arresto cardiocircolatorio. Colpito all'addome e alla milza sotto gli occhi increduli dei compagni, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico, ma nonostante la buona riuscita dell'operazione, le sue condizioni erano troppo gravi.

Il cordoglio dell'Istituto Einaudi Chiodo 

"Tutto l'Istituto scolastico, dalla dirigente agli studenti, dai professori al personale Ata e ai rappresentanti negli organi collegiali esprimono il più profondo e sentito cordoglio alla famiglia della vittima del grave episodio di violenza". È la nota pubblicata ieri sul sito web dell'istituto Einaudi Chiodo della Spezia nel quale è avvenuto il ferimento mortale dello studente Abanoud Youssef da parte di un compagno di scuola, Zouhair Atif. La scuola è oggi chiusa, come sempre al sabato. Ieri sera studenti e genitori hanno attraversato la città con una fiaccolata silenziosa per esprimere vicinanza alla famiglia del ragazzo ucciso

Il sindaco, "lavorare sulla cultura e sul rispetto"

"C'è un cambiamento sociale, ci si esprime in modi diversi e su questo bisogna lavorare. Gli insegnanti si impegnano ogni giorno, ma forse servirebbe qualche psicologo in più per insegnare che parlare, ragionare, discutere per creare un futuro insieme è meglio che litigare e commettere atti di violenza". Lo dice il sindaco del La Spezia, Pierluigi Peracchini, intervenuto stamane su Radio24, dopo l'accoltellamento mortale di ieri in un istituto professionale della città che amministra.

"La moda di usare il coltello" 

"Non possiamo nasconderci che c'è una 'moda' di certi gruppi di usare il coltello. Farlo, sarebbe rifiutare la realtà - aggiunge Peracchini, riferendosi all'arma utilizzata dal 19enne per accanirsi sul suo compagno di scuola - ma non dico italiano, straniero. Sono temi che meritano approfondimenti. Ora è il momento di stare vicini ai ragazzi e alle famiglie".

Il primo cittadino si dice profondamente addolorato per quanto accaduto perché "conosco questi ragazzi, con cui ho spesso scambi sui social o vengono qui in Comune. Con loro cerchiamo sempre il dialogo perché il futuro è loro, anche nelle amministrazioni. Queste tragedie sono incomprensibili e inaccettabili. Turbano, e dobbiamo capire perché succedono. La società sta subendo tante trasformazioni e i valori sono sentiti sempre di meno. Dobbiamo lavorare molto per portare la cultura del bene e del rispetto verso tutti".

Sul fronte di un possibile rischio che gruppi di giovani possano ora scontrarsi o creare tensioni in città, Peracchini sostiene che "non ci sono preoccupazioni di tensioni in città, perché conosciamo più o meno tutti. Con le altre istituzioni e le forze dell'ordine il monitoraggio è comunque costante. Abbiamo da tempo aumentato gli agenti di polizia locale e le telecamere in città. È chiaro che, certe volte, è difficile prevenire questi atti".

Vertice in prefettura

Domenica 18 gennaio, alle 12, ci sarà un vertice in prefettura. La riunione è stata organizzata per analizzare quanto accaduto e gestire al meglio il ritorno sui banchi lunedì. Lo conferma all'AGI il sindaco Pierluigi Peracchini. Il primo cittadino ha anche fatto sapere che per il momento non è stato proclamato il lutto cittadino.