Il compagno di Valentino: "Le sue ultime parole? Ti amo"

Scritto il 22/01/2026
da agi

AGI - "Quarantatrè anni sono tantissimi, è una vita. È difficile anche solo pensarci, ora la mia vita è senza spirito". Lo dice Bruce Hoeksema, compagno di Valentino, parlando con i cronisti tornando per il pomeriggio dalla camera ardente in Piazza Mignanelli.

"Per me è impossibile non continuare a tramandarne la memoria, io lo vivo ogni giorno", aggiunge. Con lui anche i due cani, Maud e Moon, "anche loro erano suoi amori". Alla domanda su come stia affrontando questi giorni, risponde senza nascondere il dolore: "Sono devastato, devastato". "Le ultime parole che mi ha detto? Ti amo", ha concluso.

La sua assistente personale: "Portava sempre allegria"

Tra i tanti ricordi che affiorano davanti alla camera ardente di Valentino a Palazzo Mignanelli, c'è quello di Mary Rosati, assistente personale dello stilista: "Ho lavorato da Valentino circa vent'anni fa, ero alle prime armi, al primo piano di questo palazzo, con la signora Mariella che purtroppo è mancata anche lei qualche anno fa. Sono stata una privilegiata, ho avuto il privilegio di lavorare per questa bellissima famiglia che era Valentino", racconta ai cronisti. Dello stilista conserva ricordi legati alla "generosità" e alla "grande professionalità", ma "anche piccoli momenti quotidiani diventati indimenticabili: l'emozione di quando arrivava la mattina insieme ai suoi carlini e portava allegria e un brivido all'interno della segreteria di direzione".

Un ricordo che si intreccia con quello di Bruna, una stilista presente oggi alla camera ardente, vestita di rosso ("Il mio rosso è per lui", dice): "Poterlo ascoltare è stato bellissimo, era un grandissimo", racconta, spiegando che Valentino è stato una fonte di ispirazione continua: "Condividevamo gli stessi laboratori. Facevamo fare lì le nostre idee. È stato sempre un grande, una persona eccezionale a cui volevo bene. Spero che anche da lì ci voglia bene anche lui".

C'è poi Sebastiano, storico tagliatore, che riporta indietro l'orologio fino agli anni Cinquanta: "Era il '54 e dopo un anno che stavo con lui mi ha chiamato perché era andato via il tagliatore e mi ha chiesto se volevo diventarlo io. Io titubai, avevo solo vent'anni, e lui mi disse: 'Ma Sebastiano, ma le va di spunticchiare tutta la vita?'". Una frase che, racconta, gli cambiò la carriera: "Non è che volevo rifiutare, era più la paura di non essere all'altezza. È stata una bellissima esperienza, poi, dopo tre anni, mi sono messo per conto mio". 

Donatella Versace: "Fu il primo a venire quando morì Gianni"

"Valentino è stata la prima persona che ho visto quando mi hanno detto che mio fratello era morto. Lui e Giancarlo sono venuti subito da me a Roma, in Piazza di Spagna". Lo racconta Donatella Versace ai cronisti lasciando la camera ardente di Valentino. "Un aneddoto? Ce ne sarebbero, ma forse non è il caso. Era un signore con un cuore d'oro, un genio. Era simpatico, gli piaceva stare bene, divertirsi e soprattutto pensava molto agli altri, alle persone intorno a sè. La nuova generazione deve imparare da lui", ha concluso.

Chiusa la camera ardente, 10 persone in due giorni

Si è chiusa la seconda giornata della camera ardente di Valentino: un flusso continuo e composto ha attraversato per tutta la giornata la sede storica della maison, trasformata in luogo di raccoglimento e memoria. Sono all'incirca 10 mila le persone che hanno voluto rendere omaggio al grande stilista. Tra i personaggi che si sono succeduti oggi davanti ai cronisti, Donatella Versace, Pierpaolo Piccioli, Matteo Marzotto, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, l'attore Riccardo Rossi, il conduttore Beppe Convertini insieme a numerosi esponenti del mondo della moda, della cultura e delle istituzioni. I funerali di Valentino si terranno domani, venerdì, alle ore 11, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica. Sarà l'ultimo saluto a uno dei simboli più riconosciuti dello stile italiano nel mondo.