AGI - La Procura di Bari ha concluso le indagini preliminari su Vincenzo Coviello, ex dipendente del gruppo Intesa Sanpaolo di Bari, accusato di aver spiato i conti correnti e i dati di 3.572 persone, tra cui la premier Giorgia Meloni e lo statista Mario Draghi.
L'inchiesta, coordinata dal procuratore capo di Bari, Roberto Rossi, ha evidenziato come Coviello si fosse introdotto abusivamente nel sistema informatico di Intesa Sanpaolo e lo ha interrogato relativamente ai dati bancari di cariche dello Stato e politici.
Chi sono gli 'osservati'
Tra questi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (per entrambi in due occasioni); il presidente del Senato Ignazio Larussa (spiato tra il 2021 e il 2022) e il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Nell'elenco degli 'osservati' figurano anche gli ex presidenti del Consiglio Silvio Berlusconi (tra il 2022 e il 2023, l'ultimo accesso risale al giorno della sua morte), Mario Draghi, Matteo Renzi, Giuliano Amato ed Enrico Letta, oltre agli ex ministri Umberto Bossi, Luigi Di Maio, Carlo Calenda, Mara Carfagna, Raffaele Fitto, Daniela Santanchè e Maria Stella Gelmini.
Per alcuni conti è stato registrato un solo accesso, ma su altri invece Coviello avrebbe effettuato più accessi nel corso del tempo. Come nel caso del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, i cui dati sarebbero stati spiati in tre occasioni tra il 2021 e il 2022. Gli altri politici spiati da Coviello sono i deputati Vittoria Baldino, Marta Fascina, Davide Galantino, Augusta Montaruli, Vittorio Sgarbi e il senatore Francesco Boccia.
Archiviata la posizione di Intesa Sanpaolo, estranea ai fatti
Intesa Sanpaolo è estranea ai fatti contestati a un ex dipendente del gruppo che spiava conti correnti 'eccellenti', e lo ha riconosciuto anche la Procura di Bari, con un'archiviazione. Lo sottolinea una nota di Intesa. "Il decreto del 10/6 scorso ha disposto l'archiviazione del procedimento che era stato avviato verso Intesa Sanpaolo quale responsabile amministrativo ai sensi del D. Lgs. n. 231/2001, in relazione alla condotta contestata a Vincenzo Coviello - si legge in una nota - la Procura ha deciso di archiviare il procedimento verso la Banca sulla base di due principali motivazioni. La prima, è la palese insussistenza di un interesse o vantaggio della Banca: 'Nella vicenda in esame, l'autore del reato ha agito nell'interesse esclusivo proprio (o di terzi), recando un vulnus irreparabile all'Istituto Lungi dal trarre qualsivoglia vantaggio o utilità dalle condotte illecite, Intesa Sanpaolo ha subito un gravissimo danno, sia sotto il profilo reputazionale sia sotto quello patrimoniale. La condotta del Coviello si sostanzia in un macroscopico tradimento del vincolo fiduciario e nella dolosa inosservanza delle istruzioni operative impartitegli, rendendo l'Istituto di credito la vera e unica parte lesa della vicenda'".
La seconda "è l'adeguatezza del modello organizzativo della Banca. La Procura evidenzia che 'il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG 231) di Intesa Sanpaolo - e il relativo corpus normativo interno - si articolano su presidi tecnici e organizzativi di comprovata solidita'' e che 'alcun rimprovero per omessa o insufficiente organizzazione può essere mosso alla Banca: la condotta del Sig. Coviello non è il sintomo di una carenza strutturale o di una falla sistemica, bensì il frutto di una deliberata, mirata ed elusione fraudolenta dei robusti presidi di sicurezza in essere, superati dal singolo unicamente abusando della qualifica rivestita e forzando le stringenti maglie dei controlli implementati a presidio del patrimonio informativo aziendale'".
Le misure di sicurezza adottate dalla banca
"Secondo la Procura - continua la nota - 'la radicale estraneità della Banca rispetto al disegno criminoso è peraltro plasticamente dimostrata dalla tempestiva e ferma reazione posta in essere dall'Ente a propria tutela. All'esito di una rigorosa attività investigativa interna, in data 8 agosto 2024, la Banca ha prontamente intimato il licenziamento dell'indagato, procedendo poi, in data 20 agosto 2024, al deposito di una formale denuncia-querela, seguita da ulteriori esposti nei confronti degli altri dipendenti coinvolti'. La Procura osserva poi che 'L'implementazione costante di misure di sicurezza, documentata anche attraverso il Programma NEMO, testimonia un impegno concreto e continuativo nella protezione dei dati della clientela. Tale condotta, unitamente alla solidità del Modello Organizzativo, esclude radicalmente la configurabilità di una colpa di organizzazione'. Infine, viene espressamente riconosciuto che la Banca sin dalle prime fasi investigative ha dimostrato collaborazione proattiva e volontà di trasparenza assoluta, mettendo a disposizione risorse tecniche di elevato standing per ricostruire la dinamica degli accessi abusivi".

