AGI - Il gip di Milano, Domenico Santoro, ha disposto la custodia cautelare in carcere per Carmelo Cinturrino, indagato per l'omicidio Abderrahim Mansouri ucciso con un colpo di pistola il 26 gennaio al boschetto Rogoredo.
Il giudice non ha convalidato il fermo non ritenendo sussistente il pericolo di fuga contestato dalla procura di Milano nei confronti dell'assistente capo della polizia.
Le "specifiche modalità e circostanze dei fatti" e "la negativa personalità" di Carmelo Cinturrino "rendono evidente il concreto ed attuale pericolo che, ove non sottoposto a misura, l'indagato possa commettere ulteriori gravi reati della stessa specie di quello per cui si procede, ovvero con l'uso di armi o di altri mezzi di violenza personale, se non di criminalità organizzata". Lo sottolinea il gip di Milano, Domenico Santoro, nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Tra gli elementi contro Cinturrino, difeso dall'avvocato Piero Porciani, il giudice evidenzia il fatto che "ha esploso un colpo d'arma da fuoco nei confronti di un soggetto che, di fatto, si trovava in posizione di fuga e che non costituiva una effettiva fonte di pericolo o anche solo di minaccia" e di avere conseguito" dopo aver ordinato al collega di andare in commissariato a prendere la valigetta contenente la replica a salve di una pistola, "i mezzi necessari al fine di alterare la scena del delitto, onde simulare la sussistenza di un'ipotesi di legittima difesa".
Legale Cinturrino, ha ammesso sue responsabilità
"Voglio che faccia chiarezza. Lui si scusa con tutte le persone di cui ha tradito la fiducia. Ha ammesso le sue responsabilità: è tristissimo, è pentito di ciò che ha fatto, soprattutto della fase successiva. E che ha sparato perché ha avuto paura", ha detto il difensore di Cinturrino, l'avvocato Piero Porciani

