AGI - Mattia Missiroli, architetto di 44 anni ed esponente del Partito democratico, ha ritirato questa mattina le dimissioni dalla carica di sindaco di Cervia, nel Ravennate, che le aveva annunciate lo scorso 5 gennaio dopo la vicenda sui presunti maltrattamenti alla moglie.
Il Riesame respinge la richiesta del carcere avanzata dalla Procura
La scelta arriva a seguito della decisione del Tribunale del Riesame di Bologna, che nei giorni scorsi ha respinto la richiesta avanzata dalla Procura di Ravenna di disporre la custodia cautelare in carcere nei suoi confronti, nell’ambito dell’inchiesta aperta per quella vicenda.
I giudici bolognesi non hanno ravvisato il pericolo di reiterazione del reato e hanno escluso l’applicazione di misure restrittive alternative, confermando quanto già stabilito in precedenza dal gip del Tribunale di Ravenna, che aveva a sua volta rigettato l’istanza della Procura. Missiroli nelle ultime settimane ha regolarmente portato avanti il suo incarico di primo cittadino
Il sindaco, contro di me una gogna mediatica
"Il 21 dicembre scorso è stata resa pubblica la notizia dell’esistenza di indagini a mio carico da parte della Procura della Repubblica di Ravenna. Prima ancora di essere ascoltato, prima ancora di poter prendere visione di qualsiasi atto, la mia persona, la mia famiglia e la città che rappresento sono state travolte da un attacco di inaudita violenza, culminato in una gogna mediatica senza precedenti". Lo ha detto il sindaco di Cervia, Mattia Missiroli, che oggi ha ritirato le proprie dimissioni dall'incarico dopo le accuse di maltrattamenti nei confronti della moglie.
Il primo cittadino oggi ha ricordato di aver rassegnato le dimissioni "esclusivamente nell’interesse della città di Cervia e per la tutela della mia famiglia e dei miei figli".
Non solo: Missiroli sottolinea come la scelta di dimettersi fosse subordinata ai venti giorni previsti dalla legge per l’eventuale ritiro e ribadisce di aver sempre considerato le indagini "un atto dovuto per l’accertamento della verità". "Sin dal primo momento ho respinto ogni addebito", aggiunge, rivendicando una condotta personale e pubblica improntata all’impegno civile e sociale.
"Doppio rigetto delle misure cautelari"
A determinare il cambio di passo, spiega, è il quadro emerso nelle ultime settimane: "Il doppio rigetto delle misure cautelari richieste, il riconoscimento di una comunione familiare cessata da anni e l’affermazione dell’assenza, anche sul piano della gravità indiziaria, dei presupposti riconducibili al capo di imputazione contestato".
Alla luce di questi elementi, il sindaco annuncia di voler proseguire il mandato: "Ritiro pertanto le dimissioni, richiamando il giuramento prestato, da me come da tutti i membri della Giunta e del Consiglio comunale, con la mano poggiata sulla Costituzione della Repubblica".
"Oltre 100 querele per diffamazione"
Nel suo intervento Missiroli denuncia anche quella che definisce una "violenza arbitraria" esercitata prima di una sentenza definitiva e annuncia azioni legali: "Ho predisposto 116 querele per diffamazione aggravata a mezzo social network e altro che presenterò nei prossimi giorni alle autorità competenti". Allo stesso tempo ribadisce la propria vicinanza alle associazioni impegnate contro la violenza di genere e respinge ogni strumentalizzazione politica: "La città di Cervia non è in svendita, men che meno il suo sindaco".
Un eventuale passo indietro avrebbe portato a un commissariamento e a elezioni anticipate con inevitabili, secondo l'amministratore, ricadute sul sistema economico e turistico locale.
"Rinunciare al mandato significherebbe condannare Cervia a fratture e tensioni che la città non può permettersi", afferma, annunciando la convocazione in giornata di un Consiglio comunale per formalizzare il ritiro delle dimissioni e l’organizzazione a breve di un’iniziativa pubblica. "Continuiamo - conclude - a lavorare per far crescere Cervia, esattamente come prima, esattamente come merita".

