Ex Ilva, gli operai occupano per protesta l’aeroporto di Genova (VIDEO)

Scritto il 19/10/2026
da agi

AGI - I lavoratori dell'ex Ilva di Genova hanno occupato l'area partenze dell'aeroporto Cristoforo Colombo. Le tute blu, col coro "Ilva Genova non si chiude", sono entrate nello scalo fino ai controlli di sicurezza. Presenti le forze di polizia in tenuta antisommossa. Sono circa 500 i manifestanti, accompagnati anche dai figli dei lavoratori e da diversi studenti. Presenti anche alcuni mezzi di lavoro.

Una delegazione dei lavoratori ex Ilva composta da Fiom, Fim e Usb è stata convocata in Prefettura a Genova. Lo ha annunciato il delegato Fiom Armando Palombo, spiegando che "l'aeroporto resta occupato e le piste sono chiuse". Nelle prime fasi dell'occupazione le operazioni dello scalo erano andate avanti, nonostante qualche difficoltà logistica visto l'alto numero di lavoratori presenti.

"Mercoledì abbiamo forzato in maniera civile e disciplinata, entrando nel palazzo del governo: ci mettono nelle condizioni anche oggi di forzare. E forzeremo, tanto per essere molto chiari. Perché in questo Paese se le questioni, anche di ordine pubblico, non esplodono, non si arriva a capo di nulla". Così Armando Palombo, Fiom Cgil, parlando al megafono ai lavoratori ex Ilva di Genova Cornigliano, a margine del corteo che ha raggiunto l'aeroporto.

Nicola Appice, delegato Fim, spiega che "lo sciopero della settimana scorsa era servito a ottenere un documento in cui si garantiva una fornitura di 35 mila tonnellate per fare lavorare gli impianti di Genova. La decisione dei commissari di estendere la cassa integrazione, coinvolgendo interi reparti, non va bene. Forse - conclude - serve qualcosa in più per convincere governo e commissari che Genova non può fermarsi".

Bucci: "Genova vuole continuare a lavorare"

Al Cristoforo Colombo è arrivato anche il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci. "Genova vuole continuare a lavorare. Genova ha un buon programma che è stato accettato da Acciaierie d'Italia per lavorare, in questo caso, materiale in conto terzi. AdI ha mandato una lettera alla Regione, alla Provincia e alla città metropolitana per chiedere autorizzazione a trattare materiali in conto terzi. La lettera di venerdì è un'altra lettera rispetto a quella della cassa integrazione. Per il futuro di Genova noi vogliamo che l'azienda continui a lavorare, che continui a lavorare materiali in conto terzi in attesa che ci sia, nel caso in cui Taranto dovesse chiudere, perché se Taranto continua ad andare avanti allora il problema non c'è".

"Ma se Taranto dovesse chiudere, il materiale in conto terzi deve arrivare a Genova, fino a quando non ci sarà la vendita - ribadisce Bucci - chi vincerà il bando si occuperà di continuare a mandare materiali a Genova per poter essere lavorati. Quindi l'accordo di mercoledì è ancora in funzione e noi lavoriamo per questo accordo".

Quanto alla nuova cassa integrazione annunciata dai commissari con una pec, "è una cosa parallela per avere in caso di necessità anche i soldi per la cassa integrazione - precisa il governatore - però è chiaro che la cosa deve essere gestita e chiederemo al commissario di fare degli annunci in maniera tale che la cosa venga fatta meglio. Ho parlato con il commissario tutta la giornata di sabato. Sono fiducioso. Dobbiamo essere in grado di poter gestire la situazione. E noi qui a Genova faremo tutto il possibile affinché la situazione venga gestita nel modo più intelligente possibile".