AGI- È stato rinviato al 12 e al 13 novembre l'incidente probatorio per il caso della morte di Domenico Caliendo, il bambino di poco più di due anni deceduto il 21 febbraio, dopo un trapianto di cuore danneggiato, eseguito il 23 dicembre scorso presso l'ospedale Monaldi di Napoli.
Il caso Monaldi e il rinvio dell'incidente probatorio
All'udienza, svolta questa mattina davanti al gip Mariano Sorrentino, erano presenti anche i genitori del bambino, Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo.
Nella giornata del 12 novembre si svolgerà l'esame della corposa perizia del collegio di esperti nominati dal giudice, che ha risposto ai quesiti posti in oltre 600 pagine. Il 13, invece si terrà il controesame.
L'utilizzo del cuore artificiale
L'uso del cuore artificiale Berlin Heart avrebbe potuto evitare il decesso del piccolo Domenico Caliendo in vista di un secondo trapianto. Lo sostengono i periti del collegio nominato dal gip, Mariano Sorrentino, nella perizia che l'AGI ha visionato, di 553 pagine, depositata per l'incidente probatorio. "Il protratto mantenimento del supporto mediante VA-ECMO per complessivi 60 giorni, in assenza di una definizione e dell'attuazione di una strategia assistenziale alternativa con supporto ventricolare durevole, deve ritenersi non conforme alle Leges Artis", scrivono i periti puntualizzando che avrebbe dovuto esserci una precoce rivalutazione multidisciplinare della candidabilità all'impianto di un supporto ventricolare durevole.
Una scelta non conforme
Secondo le conclusioni dei periti, la scelta di non convertire l'Ecmo - che garantisce la circolazione extracorporea - a un doppio Berlin Heart da parte dell'équipe diretta dal cardiochirurgo Guido Oppido "non fu conforme alle Leges Artis", mentre un Berlin Heart avrebbe, probabilisticamente, evitato il decesso e consentito di "preservare e ristabilire la funzionalità d'organo rendendo, quindi, il paziente potenzialmente candidabile a un ritrapianto per un tempo superiore rispetto a quello garantito dall'Ecmo".

