AGI - Lo schiacciamento del corpo di Abderrahim Fakir durante l'intervento della polizia, che lo ha trattenuto a terra, è stata una concausa della sua morte. In assenza di tale schiacciamento, dunque, il suo decesso non si sarebbe verificato. E' quanto hanno stabilito i consulenti della Procura nella relazione in cui indicano, tra i fattori determinanti della morte del 42enne marocchino (deceduto al Pilastro, a Bologna, il 19 luglio 2026, dopo essere stato immobilizzato durante un intervento della polizia) ci sono anche l'assunzione di cocaina - che riduce la capacità polmonare - e le condizioni di salute generale dell'uomo che soffriva di problemi cardiaci.
"I consulenti - riferisce all'AGI l'avvocato che assiste la famiglia di Fakir, Fabio Anselmo -, hanno detto che l'asfissia è stata la causa vera della morte e gli è mancata l'aria perché è stato compresso, era agitato e aveva un bisogno di aria superiore determinato dal fatto che aveva assunto cocaina e quindi si era ridotta la sua capacità respiratoria, ma se non fosse stato schiacciato queste ultime due condizioni non avrebbero portato alla morte".
Nessuna delle tre concause di morte, comunque, poteva da sola determinare la morte dell'uomo, conseguenza alla fine di un'ipossia, cioè da un'insufficienza respiratoria acuta.
La Procura di Bologna si riunirà domani per valutare le conclusioni degli esperti che in quasi 200 pagine hanno dato conto dei risultati dell’autopsia, degli esami tossicologici e di determinati organi, soprattutto il cuore.
I pm bolognesi titolari dell'indagine, la procuratrice aggiunta Morena Plazzi e i pm Francesca Arienti e Domenico Ambrosino, coordinati dal procuratore capo Paolo Guido, dovranno cercare di capire quali delle tre concause (lo schiacciamento del torace, l'assunzione di cocaina e i problemi cardiovascolari) abbiano pesato di più nel decesso del 42enne. Entro il 19 novembre, si dovrà stabilire se archiviare il fascicolo di indagine o formalizzare le iscrizioni nel registro degli indagati. Al momento, infatti, sotto la lente investigativa sono finiti i due poliziotti intervenuti durante il fermo e i quattro soccorritori della Croce Rossa arrivati sul posto: tutti sono iscritti nel registro delle annotazioni preliminari, modello 45-bis, per omicidio colposo.

