Il sesso e gli italiani. Boom dei rapporti a tre. Sperimentare in una relazione stabile

Scritto il 24/03/2026
da agi

AGI - Il boom dei rapporti sessuali a tre ma anche l’inattesa forza della stabilità nelle relazioni. La noia e la vita di coppia non vanno necessariamente a braccetto. Sperimentare sì ma meglio se in un'unione consolidata. Negli ultimi 25 anni gli italiani hanno allargato i propri confini nel sesso.

E nell’epoca “selvaggia del ferro e fuoco” (copyright Censis) segnata da guerre e crisi globali decidono di non farsi travolgere dalle tante notizie negative che arrivano dal mondo. Lo fanno sprigionando “un’energia notevole” tanto che il 79% degli italiani considera “essenziali per dare senso alla vita” i piaceri “del sesso, del cibo o delle relazioni interpersonali”.

Il rapporto “Il piacere degli italiani. Come cambiano i costumi sessuali” realizzato dal Censis (su un campione rappresentativo di 1.000 italiani tra i 18 e i 60 anni) a un quarto di secolo dall’ultima grande ricerca, fotografa “il piccolo miracolo” legato alla capacità di continuare “ad amare, godere, giocare e divertirsi” in una società "assediata da derive patologiche globali".

Il sesso e il boom dei rapporti a tre 

Un aspetto della ricerca riguarda le esperienze di pratiche sessuali più estreme. Nel 2000 ad aver dichiarato di aver sperimentato rapporti a tre o più persone era lo 0,7% delle donne, nel 2025 il 6,8%. Per gli uomini, la quota è salita dal 3,2% al 20,1%.

Il primo rapporto sessuale 

Solo tra le donne il trend degli ultimi 25 anni descrive un aumento della precocità nel sesso. Nel 2000 aveva avuto il primo rapporto sessuale prima dei 18 anni il 46,7% dei maschi, nel 2025 il dato è sceso al 29,4%. Al contrario tra le femmine la quota è salita, passando dal 29,3% al 35,8%. 

Il sesso e i partner 

Più libertà nei costumi sessuali. Nel 2000 le donne che avevano avuto un solo partner erano il 59,6%, nel 2025 sono passate al 27,6%; 2-5 partner per il 32% delle donne nel 2000, contro il 46,8% nel 2025; 6 e più partner per l’8,4% delle donne nel 2000 che arriva al 21,8% nel 2025. Tra i maschi, nel 2000 aveva avuto un solo partner il 24,9%, oggi questa quota scende al 15,2%; 2-5 erano i partner dichiarati dal 42,3% dei maschi nel 2000, contro il 46% nel 2025; 6 e più partner per il 32,8% e per il 33,7% rispettivamente nel 2000 e nel 2025.

L'inattesa forza della stabilità di coppia

Dallo studio sul piacere degli italiani emerge poi una (inaspettata) forza della stabilità nelle relazioni. Infatti, l’80,4% degli italiani (tra i 18 e i 60 anni) ha rapporti sessuali esclusivamente con la persona con cui ha una relazione stabile di coppia, il 12% solo con la o le persone che frequenta occasionalmente e il 6,2% con le persone con cui ha una relazione sessuale stabile e con altri partner occasionali.

Il 67% degli italiani (il 63% tra gli uomini e il 71,2% tra le donne) ritiene che nei rapporti di coppia che durano nel tempo non necessariamente prevale la noia, poiché è possibile prevenire tale rischio. Il 68,9% delle persone con una relazione stabile è soddisfatto della propria vita sessuale, e il dato incide al 29,8% tra i single.

Il sesso online 

Per quanto riguarda il sesso online, il 32,5% degli italiani dichiara di avere conosciuto partner sessuali tramite social media. Ricevono immagini di tipo pornografico il 37% dei 18-34enni, il 32,2% dei 35-44enni, il 26,9% dei 45-60enni. 

Praticano il sexting il 43,4% dei 18-34enni, il 33,6% dei 35-44enni, il 19,2% dei 45-60enni. Secondo quanto emerge dal rapporto Censis inviano immagini pornografiche il 31,2% dei 18-34enni, il 21,8% dei 35-44enni, il 14,3% dei 45-60enni.

Praticano la masturbazione a distanza con altre persone il 28,3% dei 18-34enni, il 23,8% dei 35-44enni, il 14,5% dei 45-60enni; si fotografano o si riprendono per video durante i rapporti sessuali il 15,9% dei 18-34enni, il 17,9% dei 35-44enni, l’11,6% dei 45-60enni.

Il sesso e il porno 

Oltre la metà degli italiani, precisamente il 59,3%, guarda il porno da solo e in particolare lo fa il 76,6% degli uomini e il 41,5% delle donne. In coppia invece lo guardano il 26% degli italiani tra i 18 e i 60enni (il 27,3% dei maschi e il 24,6% delle femmine). Il 38,9% degli italiani è convinto che guardando i porno si imparano cose nuove, che migliorano la propria sessualità.

Cultura del consenso e contraddizioni 

Sul fronte della cultura del consenso, il 66,1% degli italiani ritiene sempre possibile comprendere quando una donna non desidera un rapporto sessuale. Ne sono convinti il 60,6% degli uomini e il 71,7% delle donne. Tuttavia, il 47% degli italiani concorda con l’idea che indossare determinati abiti o adottare taluni comportamenti come l’uso di droghe o l’eccessiva assunzione di alcol espongano le donne al rischio di subire violenza sessuale.

Identità di genere e discriminazioni LGBTQIA+

Infine, il 16,3% degli intervistati non si riconosce in una identità di genere netta ed esclusiva, solo maschile o solo femminile. A pensarlo è anche il 21,9% dei 18-34enni, il 18,6% dei 35-44enni e l’11,1% dei 45-60enni. Tra coloro che hanno conoscenza di cosa siano i movimenti LGBTQIA+, il 58,3% ritiene che siano importanti perché combattendo le discriminazioni migliorano la società. Per il 75,7% degli italiani (e l’81% dei giovani) in Italia ci sono ancora troppe discriminazioni nei confronti delle persone non cisgender o non eterosessuali.